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Progetto Open Source: Digital Reamp

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Dom
Garzone di Roger Mayer
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Progetto Open Source: Digital Reamp

Messaggio da Dom » 08/09/2020, 13:11

Salve a tutti.

Butto giù un'idea che mi è venuta mentre facevo diverse prove con vari Reamp box. Ne parlai tempo fa con Robi e non ho mai avuto modo di proporlo alla community. Potrebbe essere interessante discuterne insieme oltre che alla ipotetica realizzazione.

Il tutto viene fuori da alcune considerazioni personali che ho constatato di persona.

Di conseguenza è necessaria una spiegazione, purtroppo, abbastanza prolissa:

Parto dal presupposto che Sappiamo bene cosa sia il reamp e sappiamo bene che non funge davvero come vorremmo. Lo stesso Cuniberti ( colui che ha brevettato il primo reamp box nel 1993 ), ha affermato in un intervista che il Reamp sia alla fine una sorta di "rimedio".

Ora, durante tutte le prove che feci quando cercavo di perfezionare le registrazioni di alcuni samples che ho postato sul sito, utilizzavo un discreto looper per mandare in ripetizione un riff mentre cercavo il posizionamento accettabile dei microfoni all'interno dell'isobox.

Confrontando i risultati con il reamp mi sono accorto di un fatto abbastanza sconcertante! Il fatto che suonava molto più realistico il loop registrato dal Ditto della T.C. electronics che il reamp dalle varie radial che ho provato.

Ci si può credere? Purtroppo io ho dovuto accettarlo. Immagino che sia capitato a qualcuno di provare qualche looper e di avere buoni risultati per ciò che concerne la fedeltà del risultato sonoro. La stessa cosa possiamo affermarla per un delay di buona fattura, come può essere qualche Lexicon serio messo in send e return dell'ampli.

Il punto è PERCHE' MAI? Immagino che la chiave di ciò risieda nel fatto che:

- un segnale ad alta impedenza viene trasformato in bassa impedenza da una D.I. di buona fattura.
- viene poi convertito in digitale da un pre di una scheda audio.
- esce da un'uscita di linea ( anche se xlr sempre un'uscita di linea è ) chiaramente in bassa impedenza.
- arriva all'ingresso del Reamp e viene convertito in alta impedenza tramite un trasformatore che vorrebbe simulare quello che fa un pickup.

Invece in un looper, o se vogliamo anche in un delay, che succede?

- un segnale ad alta impedenza viene registrato in digitale tramite gli appositi convertitori di ( si presume ) buona qualità.
- esce dal looper o delay in bassa impedenza e va all'ingresso dell'ampli ( o return ).

Fine della storia.

In questo processo vi è soltanto una trasformazione da alta a bassa impedenza che , come sappiamo, è tutta salute!

Qual'è lo scopo per il quale si utilizzano scatolotti vari per fare un reamp?

La comodità di scegliere la migliore sessione eseguita e salvata su hard disk per poi poterla registrare di nuovo ( con ampli diversi o ambienti diversi o microfoni diversi, ecc. ecc. ) "IN SYNC" con le altre tracce.

Bene.

Se si riuscisse a progettare e construire un accrocchio che, sostanzialmente, altro non è che un buon looper dotato di buoni convertitori A/D comandato esclusivamente da computer e in perfetta sincronia con la DAW di turno, sarebbe molto più performante di molti scatolotti di reamp.

In teoria e anche in pratica, presumo, sarebbe possibile farlo anche con qualche delay Lexicon collegato alla scheda audio tramite word clock o addirittura midi. Ma avremmo un passaggio di conversione in più.
Ovvero il segnale parte dall'output della scheda audio, arriva al delay e poi va all'ampli.

...Ma se noi preleviamo il file registrato direttamente dal looper ( ...neanche quello registrato dalla scheda audio ) e lo mandiamo all'ampli perfettamente in sync con la registrazione che sta per partire... Beh! Forse potrebbe essere un pò meglio.

Immaginiamo un accrocchio che alla fine non è altro che un registratore digitale .
Uno scatolotto ( ...ma anche una unità rack se vogliamo ) che registra in alta impedenza il più vicino possibile alla chitarra e all'ampli (... si, anche se esce a bassa impedenza ), che possa registrare più volte ed infine che possa esportare i file.
A questo scatolotto serve soltanto un impulso da remoto che mandi in play e che registri quando serve.

Se un vecchio Lexicon MPX1 poteva essere comandato tramite midi dal Mac ed essere perfettamente in sync grazie al midi clock, in teoria potrebbe anche fare quello che propongo io. Solo che non registra. Ma l'esempio calza.

Io sono convinto che il risultato possa essere migliore di un classico reamp.

L'idea che propongo spero possa essere interesse generale e sarebbe interessante lavorarci sopra con l'aiuto di gente che possa contribuire allo sviluppo in tutte le cose che servono. Ovviamente propongo un progetto a LUNGA scadenza e senza impegni. Quando si ha modo e tempo, magari qualcuno mette del suo, pensavo.

...Io arrivo fino ad un certo punto. Posso imparare roba di logica e programmazione, ma non sto a certi livelli.

Su Diyitalia le menti non mancano per poter provare a fare una cosa del genere. Quindi, perchè non provarci?

Fatemi sapere cosa ne pensate in merito.

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